
Il progetto Immagini della Memoria ha inteso creare un documentario collettivo a partire da immagini del passato, raccolte dagli studenti, con l’obiettivo di ricostruire la memoria visiva del patrimonio immateriale della città e dei suoi cittadini, facendo emergere i mutamenti urbanistici e antropologici che li hanno attraversati nel corso del XX e fino ad oggi.
L’obiettivo è quello di creare consapevolezza sulla storia locale delle persone interessate dal progetto.
Le attività laboratoriali si sono svolte presso l’IIS “A. Casanova” di Napoli ed hanno avuto durata dal 13/11/2024 al 19/05/2025.
I laboratori si sono divisi in tre azioni modulari collegate tra di loro che hanno guidato gli studenti in un interessante viaggio nel passato fatto di racconti fotografie e conoscenza dell’immaginario collettivo, caratterizzato da desideri, ansie, aspettative, paure. E tanto altro.
Le attività si sono cosi articolate:
Laboratorio Memorie visibili 1
Gli studenti partendo dall’immagine e dalla capacità dell’occhio di cogliere, fermare e collegare aspetti ed eventi, sono stati sollecitati alla riflessione rispetto ai propri luoghi di vita che, nel corso del tempo, hanno “ospitato” altre vite e tessuto altre storie.
Di qui la voglia di andare oltre il visibile per provare a scoprire e “sentire” le emozioni di chi ha camminato negli stessi vicoli in cui camminiamo noi oggi contribuendo a creare la storia del luogo.
Partendo da quello che il tempo ci ha lasciato, gli studenti hanno soffermato la loro attenzione su alcuni luoghi della citta che ne hanno rappresentato e ancora oggi ne rappresentano l’essenza.
Tra questi ricordiamo Mergellina e Marechiaro, emblemi del concetto di libertà; alcune strade del quartiere Vomero che rimandano alla resistenza del popolo napoletano con le Quattro giornate di Napoli; Il quartiere Sanità che rimanda alla fede e alla necessitò di affidarsi ad entità superiori in grado di modificare il corso degli eventi.
Questo laboratorio è stato dedicato, in particolare, allo studio di alcune icone significative della città che hanno contribuito a ridefinire positivamente e storicamente, i luoghi di vita, troppo spesso dati per scontato
Gli studenti, partendo dai simboli della città, hanno ideato e realizzato un logo rappresentativo di questo percorso; logo assunto quale riferimento iconografico dell’intero percorso.
Laboratorio Memorie Visibili 2
Il secondo laboratorio sulla scia del primo ha dato vita e voce a quanto raccolto ed elaborato dagli studenti.
Le attività sono state strutturate in due filoni che hanno dato vita a due lavori diversi. In questo laboratorio ha preso vita una presentazione sui luoghi simbolici della città di ieri e di oggi.
Gli studenti si sono concentrati in questo primo lavoro sui luoghi e sulle icone della città, rappresentativi della bellezza, dell’arte e della creatività e della religiosita che non sempre si incarna in una divinità ma in un un “simbolo”, persona, sporto o altro, che offra sollievo e distrazione al popolo dai problemi di vita.
In questo laboratorio gli studenti hanno avito modo di girare per i vicoli di Napoli, fare foto e video ed elaborare un prodotto digitale.
Laboratorio Memorie Visibili 3
Il terzo laboratorio anch’esso ispirato al primo laboratorio ha dato voce all’iconografia femminile.
Gli studenti, armati di macchina fotografica, videocamera e buona volontà, hanno, in prima fase, raccolto immagini iconografiche femminili di vario genere e stile (fotografie, disegni, incisioni, etc) che popolano le mura dei vicoli di Napoli. Successivamente hanno realizzato brevi ricerche, presso la Biblioteca Annalisa Durante di Napoli, anch’essa nata per ricordare e valorizzare un’icona femminile- per meglio contestualizzare e definire il valore dell’icona femminile per la citta. Ne è derivato un lavoro interessante che ha evidenziato i diversi ruoli che la donna ha assunto nel corso del tempo, passando dalla donna protettiva a protettrice, quale icona religiosa alla donna sfacciata e spudorata che rimanda chiaramene alla sensualità e sessualità. Il lavori divertente e coinvolgente ha dato spazio alla creatività giovanile che quasi per una forma di ribellione hanno voluto inserire alcune fotogrammi di una “divinità calcistica”, ossia Maradona lasciano intendere ad una chiara equiparazione tra i due generi.
